Waymedia è un’azienda di Bologna per la quale lavoro da un paio di anni: è un’azienda giovane e dinamica, il cui core business consiste nello sviluppo di applicazioni e servizi orientati al mondo mobile.
In particolare, all’interno di Waymedia mi sono occupato (tra le altre cose) dello sviluppo di Mobitouch, una piattaforma di proximity marketing basata su tecnologia Bluetooth.
Bene. Sono felice di annunciare la nascita del blog ufficiale di Waymedia:
Un recente studio, commissionato dal Bluetooth SIG, ha mostrato la popolarità del brand Bluetooth in diversi paesi del mondo, in confronto con gli altri principali standard wireless: Wi-Fi e IrDA.
Popolarità del brand Bluetooth
Nei sei paesi presi in esame (Stati Uniti, Gran Bretagna, Cina, Germania, Giappone e Taiwan) sono stati intervistati 2700 consumatori con età compresa tra i 18 e 70 anni.
Lo studio ha mostrato una crescita nella popolarità del brand Bluetooth che vede la Gran Bretagna in testa con il 96%, seguita da Cina 93%, Taiwan 89%, Germania 88% e Stati Uniti 74%.
Fanalino di coda il Giappone (il 46% degli intervistati conosce il brand), area geografica nella quale il Bluetooth SIG deve sicuramente cercare di spingere l’utilizzo di questa tecnologia oltre ai tradizionali e diffusi auricolari.
Confronto con Wi-Fi e IrDA
Lo studio ha inoltre mostrato che il brand Bluetooth è piu diffuso, tra i consumatori, rispetto a Wi-Fi e IrDA. Il seguente riepilogo mostra una media della popolarità dei tre standard wireless, nei sei paesi presi in esame:
Bluetooth: 81%
Wi-Fi: 42%
IrDA: 56%
E la situazione in Italia?
La situazione in Europa è sicuramente incoraggiante: i dati di questo studio mostrano che nei due paesi europei sotto esame (Gran Bretagna e Germania) la percentuale di popolarità è alta ed è cresciuta nel corso degli ultimi anni.
L’Italia ritengo segua, seppure con alcune differenze, il trend europeo e sono pronto a scommettere che la situazione nel bel paese è positiva. Aspettiamo maggiori informazioni e dati per una analisi un po’ più approfondita del nostro paese.
La notizia non è recentissima, ma ugualmente degna di nota. Rene Mayrhofer e Hans Gellersen, due ricercatori della British Lancaster university, hanno presentato una tecnologia che dovrebbe semplificare la creazione di un link sicuro tra due dispositivi mobili wireless.
Un prototipo funzionante dell’idea alla base di questo approccio, chiamato shake-to-connect, permette di stabilire una connessione Bluetooth sicura tra due cellulari, agitandoli energicamente nella stessa mano.
Shake well before use
L’idea è quella di utilizzare un accelerometro (requisito fondamentale), installato su ciascuno dei dispositivi mobili da interconnettere, per calcolare un pattern dei movimenti compiuti da braccio e mano mentre si agitano i due dispositivi. La sequenza che ne deriva, secondo i ricercatori, è molto difficile da replicare da una persona che imita i movimenti di un’altra, e può essere così utilizzata come chiave iniziale per un protocollo di autenticazione.
Gli inventori di questo bizzarro metodo, propongono due differenti protocolli di autenticazione, basati sul pattern di movimenti rilevati dagli accelerometri.
Il primo metodo di autenticazione proposto, prevede lo scambio iniziale di una coppia di chiavi attraverso il protocollo Diffie-Hellman. Queste chiavi vengono poi utilizzate per cifrare, attraverso una variante del protocollo interlock, lo scambio di pattern rilevati dagli accelerometri dei rispettivi dispositivi. Ciascun dispositivo confronta così il proprio pattern con quello ricevuto da remoto e determina, con un certo grado di approssimazione, se i due pattern sono identici. (nota: l’interlock protocol ha la duplice funzione di proteggere da attacchi man-in-the-middle e garantire che un dispositivo non sia in grado di inviare in risposta il pattern appena ricevuto dall’altro endpoint)
Il secondo metodo di autenticazione, invece, genera direttamente la chiave a partire dal pattern di movimenti. In particolare, il pattern viene suddiviso in più segmenti, su ciascuno dei quali viene calcolato un hash. In questo caso, il dispositivo A invia a B l’hash del primo segmento; B confronta l’hash ricevuto con quello calcolato in locale. Successivamente, il dispositivo B invia il secondo segmento ad A, e anch’egli lo confronta con quello rilevato in locale. Questa operazione viene ripetuta per un numero ragionevole di volte e, se tutti gli hash combaciano, la connessione viene instaurata con successo.
Commenti
La tecnica proposta è sicuramente buffa e, per certi aspetti, anche ridicola. Da un punto di vista tecnico, sarebbe interessante conoscere la precisione degli accelerometri installati nei telefoni cellulari e misurare la complessità nel replicare una sequenza di movimenti, semplicemente imitando un’altra persona.
Ho qualche difficoltà ad immaginare come potrei effettuare il pairing tra un cellulare e la mia autoradio (dotata di trasmettitore Bluetooth) e l’idea non mi sembra così brillante da essere premiata con un best paper alla 5th International Conference on Pervasive Computing (Toronto, Canada).
Non avevo nulla di meglio da fare (poco credibile, lo so) e così quest’anno ho provato a realizzare un piccolo albero di Natale composto da 14 dongle Bluetooth, ciascuno dei quali è dotato di un piccolo led blu. Ho utilizzato dongle con chipset Broadcom, che non consentono di controllare direttamente l’accensione del led, pertanto mi sono limitato ad utilizzare il blink dell’inquiry. Ho fatto un breve video con il cellulare (del quale potete notare la pessima qualità).
Bluetooth SIG (Special Interest Group) ha annunciato che a breve verranno rilasciate le nuove specifiche Bluetooth 2.1 + EDR. Le principali novità, introdotte da queste specifiche, consistono in un pairing facilitato, una riduzione dei consumi di energia e maggiore sicurezza.
Migliorato il pairing
L’operazione di pairing consiste nel creare un’associazione tra due dispositivi Bluetooth. Le nuove specifiche prevedono un pairing migliorato (improved pairing) e facilitato, nel quale sarà ridotto il numero di step necessari per connettere due dispositivi e creare un canale di comunicazione sicuro (crittato). In particolare, verrà utilizzato un algoritmo di crittografia (debole) a 16 caratteri alfa-numerici, per cifrare il canale di comunicazione, e non sarà richiesta un’interazione da parte dell’utente, eliminando così il concetto di PIN (Personal Identification Number). Per prevenire un attacco del tipo man in the middle, il dispositivo che instaura il canale di comunicazione potrà generare un password a 6 cifre che l’utente deve inserire sul secondo dispositivo Bluetooth, introducendo cosi un ulteriore livello di sicurezza. Questa password sarà differente dal codice PIN, in quanto verrà generata dal dispositivo che instaura il canale di comunicazione e dovrà essere inserita solamente durante la prima connessione.
Infine, sarà possibile utilizzare una tecnologia Near Field Communication (NFC) come meccanismo di pairing tra due dispositivi che si trovano molto vicini tra loro.
Riduzione dei consumi di energia
Le nuove specifiche offrono la possibilità di ridurre ulteriormente il consumo di energia della radio Bluetooth, introducendo una funzionalità chiamata Sniff Subrating, che promette un risparmio fino a 5 volte in dispositivi quali mouse e tastiere.
Retrocompatibilità
I dispositivi che implementeranno le specifiche Bluetooth 2.1 + EDR saranno retrocompabili con tutti i dispositivi che supportano specifiche precedenti.
Sviluppi futuri
Bluetooth SIG sta lavorando in collaborazione con WiMedia Alliance, al fine di incorporare la tecnologia ultra-wideband nella prossima versione delle specifiche Bluetooth ed aumentare così la bandwidth a disposizione del canale di comunicazione.
Max Moser, fondatore del progetto remote-exploit.org, ha recentemente pubblicato un piccolo documento nel quale dimostra come sia possibile trasformare un comune dongle Bluetooth commerciale, in uno sniffer Bluetooth.
La tecnologia Bluetooth è stata progettata per poter operare anche in ambienti caratterizzati da rumore sulla frequenza dei 2.4 Ghz, ed utilizza uno schema di frequency-hopping per ridurre l’impatto di eventuali disturbi. La radio di uno sniffer Bluetooth deve essere in grado di seguire lo stesso pattern di hop della piconet che si vuole intercettare e, pertanto, deve poter effettuare un hop delle 79 frequenze ad una velocità di 1600 hop/s. Questo significa che le caratteristiche hardware richieste da uno sniffer sono le stesse di un comune adattatore Bluetooth, in vendita in tutti i negozi di informatica.
La ricerca condotta da Max Moser mostra come sia possibile sostituire il firmware di un dongle Bluetooth commerciale, con il firmware di uno sniffer Bluetooth commerciale. In particolare, questa ricerca mette in risalto il fatto che uno sniffer Bluetooth non richiede un hardware progettato specificatamente, ma solamente un firmware che, con un protocollo ad-hoc, inoltri all’host (il sistema operativo) tutti i pacchetti che transitano sul link fisico.
Blues è un’infrastruttura che permette di fornire servizi context-aware a dispositivi mobili, quali cellulari, smartphone e palmari, utilizzando la tecnologia Bluetooth. Il sistema è stato progettato e sviluppato da Marco Pracucci, in collaborazione con il Dr. Stefano Cacciaguerra ed il Prof. Giorgio Casadei, e finanziato dal Sistema Museale d’Ateneo dell’Università di Bologna e da Ser.In.Ar. (Cesena).
Obiettivo
L’obiettivo di Blues è quello di fornire una piattaforma che faciliti la realizzazione di servizi context-aware, ai quali un utente puo’ accedere utilizzando un telefono cellulare o un palmare dotati di tecnologia Bluetooth. (more…)
Il proximity marketing è uno strumento attraverso il quale è possibile veicolare messaggi e contenuti multimediali direttamente verso i terminali mobili degli utenti, presenti all’interno di una particolare area.
L’idea del proximity marketing è quella di sfruttare le potenzialità comunicative associate alla telefonia mobile, raggiungendo gli utenti direttamente sui loro telefoni cellulari, smartphone e palmari. In quest’ottica, il proximity marketing permette di veicolare informazioni e contenuti multimediali (quali immagini, video, musica, applicazioni, giochi, suonerie, ecc) verso i terminali mobili degli utenti, presenti solitamente all’interno di un’area ristretta e ben definita.
Una soluzione di proximity marketing richiede l’utilizzo di una tecnologia di connettività wireless, per il trasferimento dati verso i terminali mobili degli utenti. Bluetooth è la tecnologia di connettività wireless più utilizzata in questo ambito, principalmente per due motivi:
Nessun costo: la tecnologia Bluetooth non implica nessun costo nell’utilizzo o nell’accesso al servizio
Ampia diffusione: Bluetooth è la tecnologia di connettività wireless, a corto raggio, più diffusa tra i telefoni cellulari, smartphone e palmari
Una soluzione di proximity marketing, basata su Bluetooth, richiede la presenza di uno o più access-point Bluetooth (chiamati anche hotspot o nodi) che distribuiscono i contenuti multimediali ai terminali mobili presenti nell’area circostante.
Mi chiamo Marco Pracucci, 26 anni e sono uno sviluppatore software.
Ho una buona esperienza nello sviluppo di applicazioni in linguaggio C e Java (J2SE/J2ME), applicazioni distribuite e servizi mobile context-aware.
Ho lavorato e continuo tutt'ora a lavorare con la tecnologia Bluetooth (che conosco molto bene), ed ho iniziato ad appassionarmi anche ad altri protocolli wireless.